?> COLORIDELBLU • Relitto dell'Heinkell 111 • Galleria con miniature

HEINKELL · MENTONE

Il fascino silenzioso del relitto · Immersioni nei blu della Liguria

Foto di Lorenzo Mottadelli
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1 / 51 · foto delle immersioni sul relitto del bombardiere Heinkell
Foto originali di Lorenzo Mottadelli
Tutti i diritti sono riservati

 

Nome ufficiale: Heinkell 111
Modello: Heinkel He 111, variante H-6.
Data dell'abbattimento: 31 luglio 1944.
Ruolo: Bombardiere medio / Silurante.
Equipaggio: 5 persone (pilota, puntatore/mitragliere anteriore, radiotelegrafista/mitragliere dorsale, mitragliere ventrale, mitragliere laterale).
Lunghezza: 16,4 metri.
Apertura alare: 22,6 metri.
Altezza: 4 metri.
Peso a vuoto: circa 8.680 kg.
Peso massimo al decollo: 14.000 kg.
Motori: 2 motori a V invertita Junkers Jumo 211 F-1 da 1.300 CV ciascuno.
Velocità massima: 440 km/h (a 6.000 metri di quota).
Autonomia: circa 2.300 km (con pieno di carburante).
Tangenza (quota massima): 8.500 metri.
Mitragliatrici: Fino a 7 mitragliatrici MG 15 o MG 81 da 7,92 mm per la difesa ravvicinata.
Cannoni: Spesso equipaggiato con un cannone MG FF da 20 mm nel muso o nella postazione ventrale.
Carico bombe: Fino a 2.500 kg in stiva interna o su agganci esterni (poteva trasportare anche 2 siluri nella versione H-6).

 

La storia.
Di: Lorenzo Mottadelli

 

Il bombardiere Heinkel 111 tipo H6 era un bombardiere Tedesco adibito a bombardamento marittimo, sotto le sue ali potevano trovare posto quattro torpedini (siluri antinave) di tipo LTF5b oltre alle bombe nell'apposito vano. L'aereo era particolare in quanto portava tutte le bombe in posizione verticale con la punta in alto, al momento dello sgancio queste ruotavano verso il basso con un movimento a campana tipico del sistema Heinkel. Ci sono due versioni storiche sul suo affondamento: La prima narra che il 31 luglio del 1944 il velivolo probabilmente di ritorno da un siluramento nel Mediterraneo o addirittura dall'Africa del nord rimase senza benzina in vista della costa Francese e ammarò poco al largo di Cap Martin a Mentone, l'equipaggio raggiunse la costa, distante poche centinaia di metri, a nuoto. La seconda versione vuole che l'aereo in arrivo vide una nave Inglese alla ricerca di naufraghi di un aereo della propria nazionalità abbattuto lo stesso giorno nelle acque antistanti la baia di Mentone, ingaggiato il bersaglio sganciò alcune bombe e riuscì a colpire la nave che però a sua volta, prima di affondare, portò a segno alcuni colpi di armi contraeree contro il velivolo Tedesco che fu costretto ad ammarare. Anche in questo caso gli equipaggi di entrambe le unità sembra si siano salvati.

 

L'immersione
Di: Lorenzo Mottadelli

 

L' Heinkel HE 111 giace a circa 60 mt di profondita' sulla punta di Cap Martin a Mentone FR. La zona e' caratterizzata per la visibilita' scarsa dovuta alla tipologia del fondale e dalle correnti presenti in zona. Pertanto occorre una attenta pianificazione perche' , a volte, il relitto, pur essendo a pochi metri dall'ancora, e' di fatto invisibile. L'aereo e' appoggiato sul fondo ribaltato. Si notano il cockpit con il cannoncino rivolto verso l'alto e i pneumatici che, normalmente, non sarebbero visibili. L'aereo tento' un ammaraggio d'emergenza, colpito a morte. Ecco quindi il motivo per cui i flaps delle grosse ali, sono inclinati. La fusoliera e' intatta, slanciata e i portelloni sono aperti tanto da permettere di osservare le rastrelliere porta bombe. I motori sono facilmente riconoscibili ma privi delle eliche, che erano in legno e sono probabilmente andate perse nell'impatto. Possiamo osservare i radiatori che sono in vista a causa della perdita, da parte dei propulsori, delle coperture che li celavano, originariamente, alla vista. Facciamo una planata a qualche metro di altezza sopra il relitto per ammirarne la forma e le dimensioni. Noto nuovamente i grossi pneumatici e rifletto sulla strana posizione del velivolo. Probabilmente durante l'ammaraggio i vetri del muso panoramico andarono in frantumi e l'aereo venne invaso dall'acqua sbilanciandolo e facendolo ribaltare. Risaliamo e quasi immediatamente la coltre nasconde il gigante ai nostri occhi, resta l'emozione appena vissuta e la voglia di tornare appena possibile su questo pezzo di storia eccezionale.